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Il Cimitero Monumentale di Bari

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Quando i viaggiatori, nell’ottocento, visitavano le città d’arte, una tappa consigliata dalle guide era il cimitero monumentale con i lunghi viali alberati, le cappelle ingegnose e le sculture funerarie che formavano un vero e proprio museo “A cielo aperto”. Il nostro cimitero è stato costruito il 3 dicembre del 1842 ed ha quindi 174 anni di storia. A dire il vero, soluzioni alternative alla sepoltura nelle cripte delle chiese erano state spesso sperimentate anche in passato, con risultati alquanto deludenti in diverse occasioni. Per esempio, sappiamo che vi erano sepolture sotto l’attuale Caserma Picca e la ex sede centrale delle Poste Italiane.

Il Cimitero Monumentale di Bari conta più di 300 sepolture divise per mausolei, monumenti e cappelle di diverse origini geografiche, di diverse lingue e di diverse religioni. Infatti, all’interno del quadrilatero monumentale troviamo anche il cimitero Ebraico e il cimitero degli Stranieri, normalmente non visitabili e straordinariamente aperti in occasione delle visite guidate. In questi due particolari luoghi leggiamo i nomi di storici, industriali, poeti e diplomatici che hanno fatto la storia della nostra città, ma anche di tanti comuni cittadini, le cui date di morte rimandano tristemente alla Shoa.

Sepolture degne di nota sono sicuramente quelle legate alla storia di Bari, come Tommaso Fiore, Saverio Abbrescia, Armando Perotti e Giuseppe Sagarriga Visconti, e alla storia della I° Guerra Mondiale come il grande monumento per i caduti, voluto dal Re Vittorio Emanuele III e di cui quest’anno celebriamo i cento anni.
Infine, degna di nota è la tomba del garibaldino Moisè Maldacea, nato a Foggia ma morto a Bari, che è stato il 578esimo soldato della famosa spedizione dei Mille.

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